Quelle vissute ieri, tra Amaro e Tolmezzo, sono state di certo le ore più difficili. Spinte dai venti, le fiamme superano il Rio Confine, che avrebbe dovuto fare da linea di contenimento, e col buio arrivano a lambire le abitazioni della località Pissebus, a Tolmezzo. Qui vivono circa 25 persone. Oggetto di ordinanza di evacuazione da parte del sindaco.
Alla fine però nessuno ha avuto bisogno di passare la notte alla palestra comunale dove erano stati predisposti i letti da campo.
Come dicono alcuni di loro, la preoccupazione è stata «forte, anche perché il fuoco era proprio vicino». Ma «i vigili sono stati bravissimi anche a tenerci tranquilli». Alcuni sono rimasti in casa, altri – fanno sapere – sono andati a stare da parenti.
Decisiva per arginare le fiamme la mobilitazione non solo di pompieri, corpo forestale e protezione civile ma anche quella, spontanea, della Carnia: autospurghi, aziende agricole, operai, semplici cittadini. Un'ottantina di mucche messe in salvo con una staffetta di solidarietà.
«Bisogna grazie anche agli altri agricoltori che sono venuto a darci una mano – spiega Matteo Adami, co-titolare di un’azienda agricola - e le ditte edili che sono venute a fare la linea tagliafuoco per salvare un po' il fabbricato».
Per il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini, «c'erano alcuni problemi di frana, perché le fiamme bruciavano nella parte alta e arrivava giù pietrame, pericoloso per gli operatori».
Innalzato il livello di attenzione per le polveri sottili. La normativa prevede al massimo 35 sforamenti annuali. La Regione ha diramato a 17 comuni le raccomandazioni per tutelare le persone fragili. Sconsigliato aprire porte e finestre, effettuare attività fisica all'aperto, consigliate mascherine FFP2 o FFP3 se necessario uscire nelle ore più critiche.
«Non è una situazione, come ci ha detto l'azienda sanitaria, di emergenza – spiega Massimiliano Fedriga, presidente della Regione - però è giusto avere dei comportamenti di maggiore attenzione per le aree e comuni coinvolti».
Mentre Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente, ritiene che «in uno immagino dei primissimi Consigli dei ministri, appunto verrà deputato, immagino lo stato di emergenza».
Si è riacceso infine il focolaio sul monte Dobis, sopra Tolmezzo, di sospetta origine dolosa.