Medio Oriente

Allarme esplosivi vicino base in Gb utilizzata dagli Usa, arresti ed evacuzioni

Bessent: "Il blocco finanziario Iran sta funzionando". Pasdaran: "Pronti a colpire navi Usa anche in Oceano Indiano". L'ufficio di Netanyahu: "Falso che l'Egitto abbia avvisato dell'attacco di Hamas"

Regno Unito: allarme esplosivi vicino a una base Usa nell'area di Whelford, vicino alla base aerea Raf Fairford
Ipa
Regno Unito: allarme esplosivi vicino a una base Usa nell'area di Whelford, vicino alla base aerea Raf Fairford

Regno Unito: Burnham aggiornato su esplosivi vicino a base Usa, indagine condotta da antiterrorismo

Il primo ministro britannico Andy Burnham sta ricevendo aggiornamenti sull'incidente legato a esplosivi vicino alla base RAF Fairford a Whelford, nell'Inghilterra occidentale. Un portavoce del governo ha dichiarato: "Siamo grati ai servizi di emergenza, che sono intervenuti rapidamente per fermare diversi sospettati e adottare misure volte a garantire la sicurezza della comunità. Sarebbe inappropriato rilasciare ulteriori commenti mentre le indagini sono in corso".

L'indagine sull'incidente legato a esplosivi vicino alla base RAF Fairford a Whelford, nell'Inghilterra occidentale, è condotta dalla polizia antiterrorismo. Lo riporta la Bbc.

 

Allarme esplosivi vicino base in Gb utilizzata dagli Usa, arresti e zona evacuata

Diverse persone sono state arrestate e alcune abitazioni evacuate nella zona di Whelford, nella contea del Gloucestershire, in Inghilterra, in seguito ad un allarme esplosivi dopo la segnalazione di un grave episodio nei pressi di una base aerea della Raf utilizzata dagli Stati Uniti.
La polizia ha riferito che gli uomini sono stati presi in custodia con l'accusa di violazione delle norme sugli esplosivi (Explosives Act) in relazione all'incidente avvenuto vicino alla base Raf Fairford. Sul posto è intervenuta la squadra specializzata dell'esercito per la bonifica di ordigni esplosivi, che sta esaminando alcuni veicoli.


Agenti di polizia armati presidiano il perimetro di sicurezza istituito vicino al villaggio di Whelford. Nell'area è stata segnalata una massiccia presenza di servizi di emergenza, tra cui una squadra specializzata per interventi in aree a rischio.
La Polizia del Gloucestershire ha intanto emesso un comunicato affermando di ritenere che l'episodio sia “circoscritto”.

Teheran, "non faremo marcia indietro sulle condizioni per la riapertura di Hormuz"

"Il piano dell'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz è chiaro e il Paese resta fermo sulle proprie condizioni. Il piano prevede la fine delle tensioni nella regione, anche in Libano, e l'impegno degli Usa a rispettare il memorandum d'intesa con Islamabad", ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nella prima mattinata di domenica, dopo che il presidente Donald Trump aveva respinto le condizioni poste dall'Iran. 

"Non faremo marcia indietro sulle nostre condizioni, ma non chiudiamo mai la porta alla diplomazia", ha sottolineato Araghchi. Secondo quanto riferito dall'agenzia Irna, il ministro ha aggiunto: "Abbiamo visto la prima reazione del presidente Usa, ma i mediatori non ci hanno ancora comunicato nulla. Attendiamo che i mediatori trasmettano a Teheran le posizioni definitive degli Usa e poi prenderemo una decisione sulla base di queste posizioni".

Smotrich: "Israele deve entrare in guerra in Cisgiordania come a Gaza"

Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich esorta Israele a “entrare in guerra” in Cisgiordania e a “fare lì ciò che abbiamo fatto a Gaza”, ribadendo la sua richiesta di smantellare l’Autorità Palestinese, che governa i centri abitati palestinesi della Cisgiordania, e chiede inoltre a Israele di annettere il Libano meridionale e il territorio controllato dall'IDF a Gaza. Lo ha affermato il leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso in un podcast sul sito Ynet, secondo quanto riporta il Times of Israel. "Mi piacerebbe moltissimo annettere almeno fino alla Linea Gialla a Gaza e fino al [fiume] Litani in Libano", ha detto. Smotrich ha aggiunto che sostiene l'annessione di quelle aree "non solo per la questione degli insediamenti nella Terra d'Israele, ma semplicemente perché, se una guerra finisce ai confini da cui è iniziata, cosa impedirà al nemico di entrare nuovamente in guerra? Deve pagare un prezzo".

Pasdaran: "Pronti a colpire navi Usa anche in oceano indiano davanti a nuovi attacchi"

Le Guardie rivoluzionarie islamiche si  dicono pronte ad attaccare le navi da guerra statunitensi, anche  nell'Oceano Indiano, qualora Washington dovesse lanciare una nuova  guerra contro l'Iran. Lo scrive Al-Jazeera riportando le dichiarazioni rilasciate da Ali Mohammadi, vice responsabile per gli affari politici della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. "Se Trump considera lo  Stretto di Hormuz di sua proprietà, perché le sue navi e imbarcazioni  non sono qui?", avrebbe detto Mohammadi, secondo quanto riportato  dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars. L'ufficiale dei pasdaran  ha aggiunto: "Se dovesse scoppiare un'altra guerra, senza dubbio  attaccheremo e colpiremo le loro navi e i loro cacciatorpediniere,  anche nell'Oceano Indiano".

A Riad scuole chiuse per una settimana, 'didattica a distanza'

I genitori di tutta Riad hanno ricevuto email dalle scuole che annunciavano un piano dell'ultimo minuto per passare alla didattica a distanza per una settimana, secondo quanto riportato da messaggi visionati dall'Afp. "Siamo appena stati informati dalle autorità saudite che le scuole devono rimanere chiuse per tutta la settimana", si legge in due messaggi separati visionati dall'Afp. Non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale, ma la decisione arriva in un contesto di crescenti tensioni nel Golfo e di attacchi quasi quotidiani contro l'Arabia Saudita da parte dei combattenti Houthi, sostenuti dall'Iran, nello Yemen.

Bessent, blocco finanziario Iran sta funzionando

Dopo le rivelazioni dei media americani che, nelle ultime settimane, hanno parlato di rappresentanti dell'amministrazione Trump in missione in  Europa e in Medio Oriente per chiedere ai governi di non fare affari con Teheran, il ministro del Tesoro, Scott Bessent, ha confermato di aver inviato  emissari in tutto il mondo per chiedere l'adozione di misure volte a isolare economicamente l'Iran, esprimendo soddisfazione per una serie di restrizioni che hanno colpito le banche e le compagnie aeree iraniane. "Su mia istruzione, squadre sono state inviate in tutto il mondo per discutere  con i Paesi e chiedere misure contro il regime iraniano", ha scritto Bessent su X. "Questi sforzi stanno dando i loro frutti". Il Segretario al Tesoro ha  citato la sospensione dei voli della compagnia privata iraniana Mahan Air da parte di Turchia e Oman, nonché lo stop a tutti i voli delle compagnie  iraniane da parte degli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi aveva annunciato giovedì questa misura per adeguarsi alle nuove sanzioni americane. Bessent  ha sottolineato le misure adottate contro alcune banche iraniane. Mercoledì la banca centrale degli Emirati ha vietato alle filiali della banca statale  Melli di effettuare qualsiasi transazione con l'Iran, accusandole tra l'altro di aver violato le norme contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del  terrorismo. Secondo quanto ha rivelato il Wall Street Journal, Jonathan Burke, sottosegretario al Tesoro responsabile della lotta al finanziamento del  terrorismo, ha effettuato questo mese un tour di due settimane in Medio Oriente e in Europa, portando un messaggio netto a governi e istituti  finanziari "o fate affari con l'Iran o li fate con noi". Allo stesso tempo, il Tesoro americano ha avuto colloqui con più di cinquanta Paesi. All'inizio della  scorsa settimana Bessent aveva assicurato che tutte le compagnie aeree iraniane sarebbero state messe fuori servizio "in tutto il mondo" a partire  dal 23 settembre. Il blocco finanziario, però, non appare granitico. Secondo quanto aveva rivelato il Wall Street Journal in un articolo pubblicato  all'inizio di settembre, un flusso di denaro iraniano continua a fluire grazie anche a banche americane che fanno affari con entità estere legate non  ufficialmente a Teheran ma con cui collaborano. Soltanto nel  024 erano transitati in questo modo dai conti americani circa 9 miliardi di dollari  destinati all'Iran. Quanto quella cifra sia adesso cambiata, ridotta o totalmente bloccata non è chiaro, ma il sospetto è che i canali per aggirare il blocco siano ancora attivi. In ogni caso, Bessent anche da questo punto di vista ha voluto lanciare un messaggio diverso: Washington sta tagliando  i rubinetti anche li'. L'isolamento finanziario è diventato lo strumento principale per gli Stati Uniti, che vogliono evitare di restare impantanati in modo ulteriore nella crisi nel Golfo. Trump ha rifiutato l'ultima proposta lanciata da Teheran, sostenendo che il conflitto si concluderà dopo le elezioni di medio termine, in programma a novembre negli Stati Uniti, per il rinnovo del Congresso. Trump vorrebbe arrivare a dichiarare l'Iran ufficialmente in "ginocchio" e sconfitto prima del voto, per poter capitalizzare il successo ed evitare quella che, al momento, stando ai sondaggi, sembra una sconfitta
inevitabile.

Cisgiordania, coloni attaccano ambulanza a nord-est di Ramallah

Coloni israeliani hanno attaccato un'ambulanza e rubato attrezzature agricole durante un'incursione nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Lo ha riferito il capo del consiglio del villaggio, Amin Abu Alia, precisando che i coloni, protetti dalle forze israeliane, hanno causato danni all'ambulanza

Leader Hamas, Israele non sfrutti sangue palestinese in elezioni

Il leader di Hamas, Khalil al-Hayya, ha liquidato l'ipotesi che le imminenti elezioni in Israele possano portare a un cambiamento. "Che vada al potere  questa o quella persona, questo o quel partito, il nostro popolo ha sofferto per mano di tutte le forze politiche israeliane", ha affermato in  un'intervista all'emittente qatariota Al-Araby. "Rifiutiamo categoricamente che il sangue, la sofferenza e la causa del popolo palestinese servano da  carburante per le elezioni israeliane. Ciò che conta per noi è che il nostro popolo raggiunga i propri obiettivi, realizzi le proprie aspirazioni e veda  riconosciuti i propri diritti legittimi", ha proseguito. Quanto alle elezioni legislative indette dall'Autorità nazionale palestinese per il 28 novembre, le  prime dopo due decenni, Hamas è "pronto a sedersi al tavolo con il presidente Abu Mazen per gettare le basi di un programma nazionale e  raggiungere una reale unita'", ha dichiarato Hayya. "Se le elezioni palestinesi dovessero essere rinviate, tale passo dovrà servire da punto di partenza  per riordinare la casa palestinese". Hamas sta lavorando a un'alleanza con Mohammed Dahlan, ex esponente di Fatah originario di Gaza che ha agito  da interlocutore con gli Stati Uniti in merito al loro piano di pace per la Striscia. "In caso di rinvio, l'alleanza rimarrà intatta e aperta a tutti, con  l'obiettivo di creare un fronte nazionale unificato", ha aggiunto il leader del gruppo militante islamico. Resta incerto se Hamas possa effettivamente  partecipare alle elezioni, dato che il leader dell'Anp ha imposto a tutti i candidati di accettare la piattaforma dell'Organizzazione per la Liberazione  della Palestina (Olp), la quale riconosce il diritto di esistenza di Israele sin dal 1993, all'epoca degli accordi di pace di Oslo. Dallo statuto del 1988  Hamas ha come obiettivo la distruzione dello Stato ebraico. Nel 2017 ha pubblicato un nuovo documento che accetta l'istituzione di uno Stato  palestinese provvisorio lungo i confini del 1967, senza tuttavia riconoscere Israele. 
 

Media, un morto in raid Idf su campo di Nuseirat a Gaza

Un palestinese è morto e altri sono rimasti feriti a causa di un bombardamento israeliano nel campo rifugiati di Nuseirat nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che droni israeliani hanno preso di mira il sito alla fine di Julis Street, vicino alla Torre Al-Nouri, a ovest del campo.

Araghchi: "Condizioni chiare, aspettiamo risposta formale di Trump"

Teheran ha preso atto della reazione del presidente Usa Donald Trump alla sua proposta di tregua volta a riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette  giorni, ma non ha ancora ricevuto una risposta formale tramite i mediatori. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, citato da  Reuters. "L'Iran è in attesa che i mediatori comunichino la posizione definitiva degli Stati Uniti" prima di prendere una decisione conclusiva in merito, ha dichiarato, sottolineando che le "condizioni (di Teheran) sono chiare e qualsiasi iniziativa volta a riaprire lo Stretto di Hormuz è subordinata al loro soddisfacimento". "Solo una soluzione negoziata può farli uscire (gli Stati Uniti) da questo stallo: questa è la nostra posizione". 

Trump respinge piano iraniano per la riapertura dello Stretto di Hormuz

27/09/2026
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L'IDF conferma di aver ucciso un comandante di Hamas e un militante in due diversi attacchi a Gaza

Un comandante di Hamas e un militante del gruppo sono stati uccisi in attacchi separati nella Striscia di Gaza, ha annunciato l'esercito israeliano. In un attacco nelle campagne di Nuseirat, nella Striscia centrale di Gaza, è stato ucciso Ibrahim Fawzi Ismail Mohsen, identificato dalle Forze di difesa israeliane come membro della Forza Nukhba, l'unità d'e'lite di Hamas. In un altro attacco, avvenuto ieri a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, è stato ucciso Mohammed Kamel Suleiman Mohsen, militante di Hamas

L'israeliana Channel 13 afferma che alcuni giorni prima del 7 ottobre Netanyahu ordinò di ridurre escalation a Gaza

Il giorno dopo che, secondo la ricostruzione di The Atlantic, il capo dei servizi segreti egiziani atterrò all’aeroporto Ben Gurion per avvertire che Hamas si stava mobilitando a Gaza e per consigliare ulteriori concessioni israeliane al gruppo al potere a Gaza al fine di evitare un conflitto, il primo ministro Benjamin Netanyahu ordinò che Israele evitasse misure che potessero portare a un’escalation militare. È quanto riferito dal tg di Channel 13, che cita il verbale della riunione del 27 settembre, in cui "il primo ministro ha stabilito che deve agire per contenere e ridurre al minimo l’escalation, avvalendosi dei servizi di intelligence e di un uso controllato della forza". 

Lo riporta il Times of Israel. Netanyahu avrebbe inoltre chiesto di "rafforzare" gli avvertimenti contro il lancio di palloni incendiari da Gaza verso Israele e di intensificare gli aiuti umanitari; quest’ultimo punto sembra riferirsi alla riapertura da parte di Israele, avvenuta il giorno successivo, del valico per i lavoratori palestinesi impiegati in Israele, nell’ambito di un accordo mediato dall’Egitto per indurre Hamas a porre fine alle rivolte al confine. Channel 13 cita inoltre un documento del 1° ottobre in cui si afferma che Israele era sul punto di raggiungere un accordo di pace con l’Arabia Saudita e che avrebbe quindi dovuto "mantenere un livello misurato di attività di sicurezza", facendo eco a quanto riportato dal New York Times secondo cui Netanyahu non voleva autorizzare attacchi a Gaza per timore che potessero danneggiare gli sforzi di normalizzazione nei confronti di Riad. La notizia aggiunge che uno dei documenti contiene una frase sulla necessità di "portare avanti la preparazione operativa per le uccisioni mirate raccomandate nei confronti dei leader di Hamas", ma non specifica se provenga dalla riunione del 27 settembre o da quella del 1° ottobre, né indica chi abbia formulato tale raccomandazione.

L'ufficio Netanyahu: "Falso che l'Egitto abbia avvisato dell' attacco di Hamas"

L'ufficio del premier israeliano ha bollato come "falso" quanto riportato dalla rivista americana "The Atlantic", secondo cui il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, avvertì alti funzionari israeliani di un imminente attacco di Hamas a fine settembre del 2023.In una nota, l'ufficio ha dichiarato che la notizia "era già stata smentita all'epoca e viene ora riproposta per manipolare l'opinione pubblica israeliana", ricordando che "l'11 ottobre 2023, l'Egitto smentì ufficialmente di aver avvertito Israele dell'attacco del 7 ottobre".

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Il giallo del 7 ottobre: l'Egitto avvertì Israele, ma Netanyahu smentisce

27/09/2026
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Wsj, l'offensiva militare potrebbe riprendere dopo le elezioni di Medio Termine

27/09/2026
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