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MONDO

Contro la chiusura dei suoi account

Trump annuncia class action contro Facebook, Twitter e Google

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L'ex presidente Usa Donald Trump ha lanciato oggi una class action contro Twitter, Facebook e Google, per essere stato bandito dalle loro piattaforme dopo l'attacco del 6 gennaio al Campidoglio da parte di una folla di suoi sostenitori. Lo riporta Fox News. 

"Sono davanti a voi questa mattina per annunciare uno sviluppo molto importante per la nostra libertà e libertà di parola", ha detto Trump al suo golf club a Bedminster, in New Jersey. "In collaborazione con l'America First Policy Institute, sto presentando come rappresentante principale dell'azione collettiva un'importante azione legale collettiva contro i grandi giganti della tecnologia tra cui Facebook, Google e Twitter, nonché i loro amministratori delegati". 

"Non c'è prova migliore che la grande tecnologia sia fuori controllo del fatto che abbiano bandito il presidente in carica degli Stati Uniti all'inizio di quest'anno", ha aggiunto sottolineando che "se possono farlo a me, possono farlo a chiunque". 

Twitter, YouTube (di proprietà di Google) e Facebook hanno bandito Trump dalle proprie piattaforme a causa delle false affermazioni sui brogli elettorali sostenendo che abbia contribuito alle violenze in Campidoglio il 6 gennaio.

L'azione legale di Trump è supportata dall'America First Policy Institute, un'organizzazione no-profit focalizzata sulla perpetuazione delle politiche dell'ex presidente. La class action consentirà a Trump di citare in giudizio i due amministratori delegati delle piattaforme social per conto di un gruppo di persone che sono state censurate per via di politiche aziendali faziose.

A oggi, Trump e altri conservatori non hanno presentato prove che le piattaforme attuino politiche contro i conservatori. Al contrario sia Facebook che Twitter giustificano la loro censura come ragioni di sicurezza nazionale a seguito dell'attacco al Campidoglio. Durante la sua presidenza, Trump ha firmato un ordine esecutivo che avrebbe dovuto limitare le tutele legali che proteggono le società di social media dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti sulle loro piattaforme. Biden ha revocato l'ordine esecutivo a maggio.