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MONDO

La prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani

Papa Francesco: nuova alleanza giovani-anziani, "ognuno per sé" uccide

A San Pietro questa mattina la messa dedicata alla prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani voluta da Francesco. La celebrazione presieduta dall'arcivescovo Fisichella. Il Papa lancia un appello ai giovani e alle famiglie "per favore non scartiamoli", "la Chiesa è vicina a ogni anziano solo".

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"Siamo passati tutti dalle ginocchia dei nonni, che ci hanno tenuti in braccio, è anche grazie a questo amore che siamo diventati adulti". Sono parole dell'omelia per la messa della prima Giornata dei nonni e degli anziani. La ricorrenza voluta da Papa Francesco che si riproporrà ogni anno, nella quarta domenica di questo mese, è stata annunciata il 31 gennaio scorso. A presenziare la celebrazione e a leggere l'omelia l'arcivescovo Rino Fisichella presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione. Il Papa è ancora troppo debole a causa dell'intervento al colon subito qualche giorno fa.

L'obiettivo è quello di far riflettere sul valore di queste figure che rappresentano le nostre radici e tramandano le tradizioni: "Lo sguardo che i nonni e gli anziani hanno avuto sulla nostra vita", sul "modo con cui essi, fin dalla nostra infanzia, si sono presi cura di noi". "Dopo una vita spesso fatta di sacrifici, non sono stati indifferenti con noi o indaffarati senza di noi. Hanno avuto occhi attenti, colmi di tenerezza. Quando stavamo crescendo e ci sentivamo incompresi, o impauriti per le sfide della vita, si sono accorti di noi". 

Pone interrogativi esistenziali sulla relazione affettiva e sociale con chi ha vissuto più a lungo di noi "Quale sguardo abbiamo verso i nonni e gli anziani? quand'è l'ultima volta che abbiamo fatto compagnia o telefonato a un anziano per dirgli la nostra vicinanza e lasciarci benedire dalle sue parole?"

"Soffro quando vedo una società che corre, indaffarata e indifferente, presa da troppe cose e incapace di fermarsi per rivolgere uno sguardo, un saluto, una carezza. Ho paura di una società nella quale siamo tutti una folla anonima e non siamo più capaci di alzare lo sguardo e riconoscerci", prosegue il Pontefice e il pensiero va a questi lunghi giorni di pandemia in cui sono stati proprio gli anziani a soffrire di più a causa del Covid-19.

Dunque l'appello inesorabile di Francesco "I nonni, che hanno nutrito la nostra vita, oggi hanno fame di noi: della nostra attenzione, della nostra tenerezza. Di sentirci accanto. Alziamo lo sguardo verso di loro".  "Oggi c'è bisogno di una nuova alleanza tra giovani e anziani, di condividere il tesoro comune della vita, di sognare insieme, di superare i conflitti tra generazioni per preparare il futuro di tutti", afferma nell'omelia per la messa della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, letta durante la liturgia da mons. Rino Fisichella.

"Senza questa alleanza di vita, di sogni e di futuro, rischiamo di morire di fame, perchè aumentano i legami spezzati, le solitudini, gli egoismi, le forze disgregatrici. Spesso, nelle nostre società abbiamo consegnato la vita all'idea che 'ognuno pensa per sè'. Ma questo uccide!" 

Facendo riferimento a Gioele esorta i figli a trasmettere e traghettare nel futuro i valori della storia cristiana "Tante volte ho ricordato ciò che dice in proposito il profeta Gioele: giovani e anziani insieme - prosegue Bergoglio. I giovani, profeti del futuro che non dimenticano la storia da cui provengono; gli anziani, sognatori mai stanchi che trasmettono esperienza ai giovani, senza sbarrare loro la strada". "Giovani e anziani, il tesoro della tradizione e la freschezza dello spirito. Giovani e anziani insieme. Nella società e nella chiesa: insieme", aggiunge. 

"I nonni e gli anziani non sono degli avanzi di vita, degli scarti da buttare". "Non perdiamo la memoria di cui gli anziani sono portatori, perchè siamo figli di quella storia e senza radici appassiremo. Essi ci hanno custoditi lungo il cammino della crescita, ora tocca a noi custodire la loro vita, alleggerire le loro difficoltà, ascoltare i loro bisogni, creare le condizioni perchè possano essere facilitati nelle incombenze quotidiane e non si sentano soli". 

E allora "Chiediamoci - dice il Papa: 'ho fatto una visita ai nonni? agli anziani della mia famiglia o del mio quartiere? ho prestato loro ascolto? ho dedicato loro un pò di tempo?' custodiamoli, perchè nulla vada perduto: nulla della loro vita e dei loro sogni". "Sta a noi, oggi, prosegue, prevenire il rimpianto di domani per non aver dedicato abbastanza attenzione a chi ci ha amato e ci ha donato la vita".

"Fratelli e sorelle - conclude il Papa - i nonni e gli anziani sono pane che nutre la nostra vita. Siamo grati per i loro occhi attenti, che si sono accorti di noi, per le loro ginocchia che ci hanno tenuto in braccio, per le loro mani che ci hanno accompagnato e sollevato, per i giochi che hanno fatto con noi e per le carezze con cui ci hanno consolato". "Per favore, non dimentichiamoci di loro. Alleiamoci con loro. Impariamo a fermarci, a riconoscerli, ad ascoltarli. Non scartiamoli mai. Custodiamoli nell'amore. E impariamo a condividere con loro del tempo. Ne usciremo migliori".



E proprio sull'atto del condividere Francesco si sofferma anche all'Angelus di oggi "La logica del dono è tanto diversa dalla nostra. Noi cerchiamo di accumulare e di aumentare quel che abbiamo; Gesù invece chiede di donare, di diminuire", ha detto Papa Francesco all'Angelus, commentando l'episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

"Noi amiamo aggiungere, ci piacciono le addizioni - ha proseguito. A Gesù piacciono le sottrazioni, il togliere qualcosa per darlo agli altri. Noi vogliamo moltiplicare per noi; Gesù apprezza quando dividiamo con gli altri, quando condividiamo". "Proviamo a condividere di più, proviamo questa strada che Gesù ci insegna", ha esortato. Secondo il Pontefice, "anche oggi il moltiplicarsi dei beni non risolve i problemi senza una giusta condivisione". "viene alla mente la tragedia della fame, che riguarda in particolare i più piccoli - ha osservato.

È stato calcolato che ogni giorno nel mondo circa settemila bambini sotto i cinque anni muoiono per motivi legati alla malnutrizione, che non hanno il necessario per vivere". "di fronte a scandali come questi - ha aggiunto francesco - Gesù rivolge anche a noi un invito, un invito simile a quello che probabilmente ricevette il ragazzo del Vangelo, che non ha nome e nel quale possiamo vederci tutti noi: 'Coraggio, dona il poco che hai, i tuoi talenti e i tuoi beni, mettili a disposizione di Gesù e dei fratelli. Non temere, nulla andrà perso, perché, se condividi, Dio moltiplica. Scaccia la falsa modestia di sentirti inadeguato, fidati. Credi nell'amore, nel potere del servizio, nella forza della gratuità'".