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EUROPA

Corte d'Appello di Francoforte

Germania: ergastolo per l'omicida di Luebcke, il politico Cdu pro immigrazione

L'assassino è un estremista di destra con precedenti di violenza e stretti rapporti con le realtà più pericolose del neonazismo, compreso il gruppo "Combat 18" che si ispira sin dal nome alla figura di Adolf Hitler.

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Walter Luebcke
La Corte d'Appello di Francoforte ha condannato Stephan Ernst all'ergastolo per l'omicidio di Walter Luebcke, il presidente del distretto di Kassel, ucciso il 2 giugno 2019 all'interno della sua abitazione.

Il politico della Cdu, ucciso con un colpo di pistola alla testa, aveva promosso una politica di accoglienza nei confronti dei migranti, facendosi molti nemici.

L'assassino
Stephan Ernst 45enne estremista di destra con precedenti di violenza e, soprattutto, stretti rapporti con le realtà più pericolose del neonazismo, compreso il gruppo "Combat 18" che si ispira sin dal nome alla figura di Adolf Hitler.

Il delitto potrebbe essere di matrice politica, legato alla prese di posizioni di Luebcke in difesa dei migranti, per le quali era stato oggetto di insulti e minacce di morte in vita, e di una nuova ondata di offese anche dopo la morte, in rete. 

Arrestato dalle teste di cuoio tedesco a Kassel in base a tracce di Dna trovate sul luogo del delitto, secondo lo Spiegel, Stephan Ernst. aveva legami con il gruppo neonazista "Combat 18", considerato uno dei gruppi di estrema destra "più significativi" in Germania.

I militanti di questa formazione, afferma il settimanale, "sono pronti all'uso della violenza, hanno avuto a che fare con traffici di armi, hanno diffuso messaggi d'odio, hanno pubblicato istruzioni per la costruzione di ordigni esplosivi" e vantavano rapporti con la rete "Blood & Honour", che a volta aveva dato sostegno ai militanti della Nsu, l'organizzazione terrorista di estrema destra che tra il 200 e il 2007 si era macchiata di una lunga serie di omicidi a sfondo razzista.

Lo Spiegel non manca di far notare che il numero 18 del nome del gruppo si riferisce alla prima e ottava lettera dell'alfabeto: A e H, come Adolf e Hitler. 

Una lunga militanza radicale
La biografia dell'uomo riserva anche altri dettagli, tutti legati alla scena dell'estrema destra. A quanto scrive la Zeit, già nel 1993 l'allora ventenne Stephan Ernst avrebbe attaccato con un esplosivo un centro d'accoglienza per richiedenti asilo in una località dell'Assia, Hohenstein-Steckenroth. Il suo nome, peraltro, è comparso anche nei lavori della commissione d'inchiesta sul gruppo terrorista Nsu, dove veniva descritto come un "estremista di destra pronto a far ricorso alla violenza".

È sempre lo Spiegel a riferire che Stephan era stato un militante dell'Npd, il partito neonazista, in Assia. Dieci anni fa era stato fermato dalla polizia insieme ad circa 400 "nazionalisti autonomi" a Dortmund in seguito ad un attacco contro una manifestazione dei sindacati per il primo maggio.