MONDO
Proteste a Hong Kong, condannati sette attivisti: tra loro anche Jimmy Lai
Sette importanti esponenti del movimento per la democrazia a Hong Kong, tra cui l'avvocato ed ex deputato Martin Lee e il magnate dei media Jimmy Lai, sono stati giudicati colpevoli per il loro coinvolgimento in una manifestazione di protesta non autorizzata nell'ex colonia britannica. Gli imputati sono stati condannati questa mattina al termine di un processo di quattro settimane, assieme ad altre due persone che si erano dichiarate colpevoli. Oltre a Lee, 82 anni, considerato il padre del movimento per la democrazia a Hong Kong, e Lai - che sta anche affrontando un percorso giudiziario separato per presunti reati contro la sicurezza nazionale -, gli altri condannati sono gli ex deputati Margaret Ng e Cyd Ho Sau-lan, l'avvocato Albert Ho Chun-yan, gli attivisti veterani Lee Cheuk-yan e "Long Hair" Leung Kwok-hung. Gli ex parlamentari Au-Nok-him e Leung Yiu-chung si erano dichiarati colpevoli in precedenza.
La condanna si riferisce a una manifestazione del 18 agosto 2019, quando circa 1,7 milioni di persone hanno marciato pacificamente, ma contro gli ordini della polizia. Il comitato organizzatore, il Civil Human Rights Front, aveva avuto il permesso di tenere una manifestazione a Victoria Park, ma non una marcia, iniziata quando la folla si è riversata nelle strade, occupando le vie principali della città per raggiungere gli uffici governativi a pochi chilometri di distanza. Contrariamente a molte altre proteste nel 2019, questa marcia è comunque rimasta pacifica.
La condanna si riferisce a una manifestazione del 18 agosto 2019, quando circa 1,7 milioni di persone hanno marciato pacificamente, ma contro gli ordini della polizia. Il comitato organizzatore, il Civil Human Rights Front, aveva avuto il permesso di tenere una manifestazione a Victoria Park, ma non una marcia, iniziata quando la folla si è riversata nelle strade, occupando le vie principali della città per raggiungere gli uffici governativi a pochi chilometri di distanza. Contrariamente a molte altre proteste nel 2019, questa marcia è comunque rimasta pacifica.