ITALIA
Fermato dalla polizia
Viterbo, violenza sessuale su due bambine: arrestato un uomo
Si tratta di un cittadino pakistano, residente nella città laziale e regolare sul territorio nazionale. Il Viminale: può essere espulso
La polizia di Viterbo ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un cittadino pakistano, residente a Viterbo e regolare sul territorio nazionale, che sarebbe responsabile del reato di violenza sessuale aggravata nei confronti di due bambine minorenni.
Hanno 11 e 13 anni e avrebbero subito 'approcci sessuali avanzati' ad opera dell'uomo, 29 anni, dipendente del settore agricolo. Lo ha affermato Gian Fabrizio Moschino, capo della squadra mobile di Viterbo, durante la conferenza stampa in Questura.Il provvedimento cautelare in questione deriva da un'articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo, iniziata nei primi giorni del mese di maggio e condotta dalla locale Squadra Mobile. Tutto trae origine dalle denunce dei genitori di due ragazzine, entrambe minori di anni 14, che nella stessa giornata, nel Centro storico di Viterbo, erano state molestate da uno straniero.
In particolare l'uomo, in due distinti frangenti, le aveva avvicinate, una mentre rientrava nella propria abitazione e l'altra all'interno del portone di casa e, con la scusa di chiedere se nello stabile dove abitavano vi fossero appartamenti da affittare, aveva avviato un approccio sessuale fino a palpeggiarle nelle parti intime. Immediatamente sono state avviate specifiche indagini dalla Squadra Mobile, effettuate anche attraverso l'acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Dalle risultanze delle audizioni protette delle vittime, effettuate anche con il necessario apporto di uno psicologo e da quanto era stato riscontrato dalla visione di un fascicolo fotografico, il cerchio investigativo si è stretto nei confronti del pakistano che è stato identificato come l'autore di entrambe le violenze.
Il capo della squadra mobile ha poi spiegato che le due bambine hanno urlato e si sono divincolate liberandosi della presa del pakistano attirando l'attenzione dei genitori e di altre persone.
Viminale: può essere espulso
"Ha ottenuto la protezione dichiarando di essere omosessuale, ma questa mattina è stato arrestato per violenza sessuale su due ragazzine di nemmeno 14 anni. È la vicenda del pakistano di Viterbo: è regolare sul territorio nazionale per decisione del tribunale di Firenze", dove è stata istituita "la sezione specializzata sull'immigrazione presieduta da Luciana Breggia, relatrice della sentenza che ha escluso il Viminale dal giudizio sull'iscrizione anagrafica di un immigrato". Lo dice il Viminale, aggiungendo che, grazie al dl Sicurezza, il pakistano potrà essere espulso".
"L'ordinanza a favore del pakistano - ricorda il Viminale - è del 5 aprile 2017: nel primo semestre di quell'anno il tribunale toscano aveva accolto l'87,5% dei ricorsi di chi non vuole lasciare l'Italia. È il tribunale in cui, ad agosto 2017, è stata istituita la sezione specializzata sull'immigrazione presieduta dalla dottoressa Breggia, il magistrato che ha partecipato a dibattiti con le Ong, ha presentato un libro contro i respingimenti e i porti chiusi e in un dibattito sul tema 'Migranti alla frontiera dei diritti. Una questione storica - giuridica - culturale' dell'8 aprile 2019 ha sostenuto che 'nessuno è clandestino sulla terra'". "La commissione territoriale - aggiunge il ministero - aveva respinto la richiesta di asilo del pakistano, ma l'immigrato aveva fatto ricorso. Tenuto conto della gravità dei fatti, grazie al Decreto Sicurezza, verrà richiesta alla Commissione Nazionale la revoca del permesso che comunque scade il 24 luglio 2019. Fatte salve le esigenze cautelari, il pakistano potrà essere espulso".
Hanno 11 e 13 anni e avrebbero subito 'approcci sessuali avanzati' ad opera dell'uomo, 29 anni, dipendente del settore agricolo. Lo ha affermato Gian Fabrizio Moschino, capo della squadra mobile di Viterbo, durante la conferenza stampa in Questura.Il provvedimento cautelare in questione deriva da un'articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo, iniziata nei primi giorni del mese di maggio e condotta dalla locale Squadra Mobile. Tutto trae origine dalle denunce dei genitori di due ragazzine, entrambe minori di anni 14, che nella stessa giornata, nel Centro storico di Viterbo, erano state molestate da uno straniero.
In particolare l'uomo, in due distinti frangenti, le aveva avvicinate, una mentre rientrava nella propria abitazione e l'altra all'interno del portone di casa e, con la scusa di chiedere se nello stabile dove abitavano vi fossero appartamenti da affittare, aveva avviato un approccio sessuale fino a palpeggiarle nelle parti intime. Immediatamente sono state avviate specifiche indagini dalla Squadra Mobile, effettuate anche attraverso l'acquisizione dei filmati dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Dalle risultanze delle audizioni protette delle vittime, effettuate anche con il necessario apporto di uno psicologo e da quanto era stato riscontrato dalla visione di un fascicolo fotografico, il cerchio investigativo si è stretto nei confronti del pakistano che è stato identificato come l'autore di entrambe le violenze.
Il capo della squadra mobile ha poi spiegato che le due bambine hanno urlato e si sono divincolate liberandosi della presa del pakistano attirando l'attenzione dei genitori e di altre persone.
Viminale: può essere espulso
"Ha ottenuto la protezione dichiarando di essere omosessuale, ma questa mattina è stato arrestato per violenza sessuale su due ragazzine di nemmeno 14 anni. È la vicenda del pakistano di Viterbo: è regolare sul territorio nazionale per decisione del tribunale di Firenze", dove è stata istituita "la sezione specializzata sull'immigrazione presieduta da Luciana Breggia, relatrice della sentenza che ha escluso il Viminale dal giudizio sull'iscrizione anagrafica di un immigrato". Lo dice il Viminale, aggiungendo che, grazie al dl Sicurezza, il pakistano potrà essere espulso".
"L'ordinanza a favore del pakistano - ricorda il Viminale - è del 5 aprile 2017: nel primo semestre di quell'anno il tribunale toscano aveva accolto l'87,5% dei ricorsi di chi non vuole lasciare l'Italia. È il tribunale in cui, ad agosto 2017, è stata istituita la sezione specializzata sull'immigrazione presieduta dalla dottoressa Breggia, il magistrato che ha partecipato a dibattiti con le Ong, ha presentato un libro contro i respingimenti e i porti chiusi e in un dibattito sul tema 'Migranti alla frontiera dei diritti. Una questione storica - giuridica - culturale' dell'8 aprile 2019 ha sostenuto che 'nessuno è clandestino sulla terra'". "La commissione territoriale - aggiunge il ministero - aveva respinto la richiesta di asilo del pakistano, ma l'immigrato aveva fatto ricorso. Tenuto conto della gravità dei fatti, grazie al Decreto Sicurezza, verrà richiesta alla Commissione Nazionale la revoca del permesso che comunque scade il 24 luglio 2019. Fatte salve le esigenze cautelari, il pakistano potrà essere espulso".