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ITALIA

Cardinale Becciu: "Lotte di potere ed odio"

Vaticano, fuga di notizie su dirigenti sospesi: ipotesi dimissioni capo Gendarmeria Giani

Sulla questione ieri il Papa ha fatto trapelare tutta la sua preoccupazione, dicendo tramite il portavoce Vaticano Matteo Bruni che la diffusione all'esterno di documenti riservati all'uso interno è "grave quanto un peccato mortale". Per questa ragione ha disposto una inchiesta interna

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Domenico Giani, comandante della Gendarmeria vaticana, se ne va. Stando a quanto apprende l'Adnkronos il capo della sicurezza, dopo un colloquio con il Santo Padre, avrebbe rassegnato le dimissioni proprio nelle mani di Papa Francesco (da cui dipende) anche se per l'ufficialità si aspetta il comunicato definitivo della sala stampa vaticana. Per Giani, capo della Gendarmeria con Ratzinger prima e con Bergoglio poi, a San Pietro si starebbe studiando una via di uscita onorevole dopo 20 anni di onorato servizio.

Fonti vaticane confermano all'Adnkronos che all'origine della rottura vi sarebbe la divulgazione alla stampa di notizie e documenti interni (come un ordine di servizio con tanto di foto ''segnaletiche'' delle persone sottoposte a indagine) collegati all'inchiesta avviata dopo le presunte operazioni finanziarie effettuate anche all'estero (Londra soprattutto) da alcuni uffici della segreteria di Stato.

Sulla questione, ieri il Papa ha fatto trapelare tutta la sua preoccupazione, dicendo tramite il portavoce Vaticano Matteo Bruni che la diffusione all'esterno di documenti riservati all'uso interno è "grave quanto un peccato mortale". Per questa ragione ha disposto una inchiesta interna.

Cardinale Becciu: "Lotte di potere ed odio"
"Purtroppo all'interno del Vaticano sta venendo meno il senso di lealtà e di fedeltà alle istituzioni. Se ci dilaniamo e attacchiamo tra odio e lotte di potere perde senso l'essere Chiesa". Il cardinale Angelo Becciu, già sostituto della segreteria di Stato, oggi prefetto delle Cause di Santi, pur non entrando nel merito della vicenda legata alla diffusione esterna di documentazione ad uso interno relativa al nuovo scandalo finanziario in Vaticano per il quale si profila un cambio di guarda al vertice della Gendarmeria guidata da Domenico Giani, intervenendo alla trasmissione Mediaset 'Stanze vaticane' da' voce alla sua preoccupazione per lo stato delle cose.

"Non è la prima volta che accade e questo ci rattrista - ha osservato- Non si sa chi abbia diffuso all'esterno questa documentazione ma è evidente che all'interno del Vaticano è venuto meno il senso di lealtà e fedeltà alle istituzioni. Il che provoca danno e dovrebbe suscitare rimorso in chi lo fa". Becciu ha osservato ancora:" Dobbiamo raccogliere l'invito del Papa ad essere comunità unita. Va aiutato ad avere senso di lealtà chi si serve del Papa. Non ci si può servire di documenti per altri scopi alieni". 

Papa Francesco avvia una inchiesta interna
Secondo quanto si apprende dal direttore della sala stampa della Santa Sede, è iniziata un'indagine in Vaticano, per volere del Santo Padre, sulla illecita diffusione di un documento a uso interno delle forze di sicurezza della Santa Sede, la cui gravità, nelle parole di Papa Francesco, "è paragonabile ad un peccato mortale, poiché lesivo della dignità delle persone e del principio della presunzione di innocenza".

Del primo ottobre è la  diffusione sui media di una disposizione di servizio che doveva restare a uso interno, firmata dal capo della gendarmeria vaticana, Domenico Giani, che segnalava cinque dirigenti indagati e sospesi in via cautelativa. I cinque, indagati per due denunce dello Ior e del Revisore Generale dello Stato città del Vaticano, risalenti alla scorsa estate, sono: Tommaso Di Ruzza, laico e potente direttore dell'Aif; monsignor Mauro Carlino, capo dell'Ufficio informazione e documentazione della Segreteria di Stato, storico segretario del cardinale Angelo Becciu, ex sostituto alla Segreteria di Stato; due dirigenti apicali degli uffici della Segreteria, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi; una addetta all'amministrazione, Caterina Sansone. La fuga del documento - che riporta nome e fotografia dei dirigenti, quasi 'schedati' - ha sollevato polemiche sulla gogna mediatica alla quale sono stati sottoposti gli indagati e potrebbe portare, secondo quanto ha scritto il Corriere della Sera, alla rimozione di Giani dal suo incarico.