ITALIA
Verifiche sull’origine delle fiamme
Incendio a Milano. Il custode: ”la luce nell’appartamento al 15esimo era staccata”
Si aggiungono dettagli alle indagini per capire come sia divampato l’incendio che domenica scorsa ha completamente distrutto il grattacielo a Milano
L’elettricità nell’appartamento all’ultimo piano era staccata. A dirlo agli investigatori, nell'inchiesta coordinata dall'aggiunto Tiziana Siciliano, il custode del grattacielo che 5 giorni prima del rogo, era andato ad innaffiare le piante. L’uomo ha spiegato che quando è entrato ha provato ad accendere la luce ma era stata staccata, verosimilmente dal contatore principale. A farlo probabilmente il proprietario, prima di partire per le vacanze. Un elemento, quello messo a verbale che pone nuovi interrogativi sul punto da dove si sia sprigionato l’incendio. Potrebbe restare in piedi l’ipotesi che nell’appartamento ci sia stato un cortocircuito o un malfunzionamento di un impianto attaccato alla corrente elettrica, forse perché il proprietario può aver staccato la luce dal contatore, escludendo, dal blocco, alcuni elettrodomestici, come il frigorifero. In piedi restano ipotesi di autocombustione di batterie o altro. Ipotesi che devono essere tutte verificate.
Le prime fiamme
Altro punto al centro dell'inchiesta, coordinata ora anche dal pm Marina Petruzzella del dipartimento guidato dall'aggiunto Siciliano, è capire se davvero le prime fiamme e il fumo, che si vedono uscire in un video amatoriale dal balcone di quell'appartamento, si siano originate da quell’appartamento.
I registri di manuntezione
I pm hanno anche preso i registri delle attività di manutenzione e revisione sulla Torre Dei Moro. Sono stati rintracciati dai Vigili del Fuoco e acquisiti nell'inchiesta della procura di Mlano. L’indagine con al centro anche le falle nella sicurezza dell'edificio, tra cui il materiale usato per realizzare i pannelli del rivestimento esterno che hanno preso fuoco, a detta degli inquirenti, "come cartone". Si tratterebbe, tra l'altro, di Alucobond, lo stesso materiale, a detta dei Pm, usato per la Grenfell Tower londinese che andò a fuoco nel 2017 con 72 morti.
Inchiesta disastro colposo a carico di ignoti
L'inchiesta, che è nella fase di acquisizione di carte, è stata aperta al momento per disastro colposo a carico di ignoti. È probabile che più avanti gli inquirenti acquisiscano anche documenti della Moro Real Estate dell'immobiliarista Alberto Moro, la società' che ha inglobato quella che ha realizzato il grattacielo.
I Vigili del Fuoco relazione della Polizia
Oggi nuovo sopralluogo degli investigatori del Vigili del fuoco sono entrati nuovamente nell'appartamento., mentre in procura, è arrivata anche la prima relazione della Polizia che è subito intervenuta quel pomeriggio: alcuni agenti hanno portato fuori delle persone salendo fino all'ottavo piano. Il loro intervento è riassunto nella relazione consegnata agli inquirenti. Sul posto restano ancora 2 squadre dei Vigili del Fuoco e ci rimarranno ancora per giorni per mettere in sicurezza quanto rimane del grattacielo di via Antonini. Dal comando provinciale di Milano si spiega che ci sono ancora da ispezionare alcuni appartamenti e finché non saranno ultimate queste operazioni, non si potrà accedere. Attraverso la ricognizione di un drone, tra l'altro, i Vigili del Fuoco hanno verificato che alcuni appartamenti e alcuni balconi si sono salvati in parte dall'incendio. I garage, poi, sono rimasti intatti e sono state recuperate le macchine all'interno.
I condomini
"Vogliamo parlare con il sindaco". È questa la richiesta dei condomini della Torre Dei Moro di Via Antoninicirac 70 famiglie. Qusta mattina le 70 famiglie si sono riunite in una palestra affittata per l'occasione per un'assemblea straordinaria. "Abbiamo composto una commissione di esperti, in cui io mi occuperò della comunicazione - spiega Mirko Berti, uno degli inquilini - per affrontare i tanti problemi che abbiamo". “Va bene la gestione emergenziale, ma abbiamo bisogno di un dialogo con l'amministrazione comunale". "Stiamo affrontando noi tutte le spese e abbiamo bisogno di tutto, da un tetto sopra alla testa a vestiti e pc per lavorare perchè - sottolinea - abbiamo perso tutto”
Solidarietà sui social
Sui social è scattata la solidarietà alle famiglie che hanno perso la loro casa nel rogo nel palazzo di Milano. Sulla pagina Facebook "Sei di Milano se" sono apparsi i primi messaggi di chi vuole dare una mano alle vittime del drammatico incendio. C’è un pò di tutto una ditta di tutto come un ristoratore della zona ha offerto pranzo e cena a coloro che in quella torre hanno perso tutto.
Le prime fiamme
Altro punto al centro dell'inchiesta, coordinata ora anche dal pm Marina Petruzzella del dipartimento guidato dall'aggiunto Siciliano, è capire se davvero le prime fiamme e il fumo, che si vedono uscire in un video amatoriale dal balcone di quell'appartamento, si siano originate da quell’appartamento.
I registri di manuntezione
I pm hanno anche preso i registri delle attività di manutenzione e revisione sulla Torre Dei Moro. Sono stati rintracciati dai Vigili del Fuoco e acquisiti nell'inchiesta della procura di Mlano. L’indagine con al centro anche le falle nella sicurezza dell'edificio, tra cui il materiale usato per realizzare i pannelli del rivestimento esterno che hanno preso fuoco, a detta degli inquirenti, "come cartone". Si tratterebbe, tra l'altro, di Alucobond, lo stesso materiale, a detta dei Pm, usato per la Grenfell Tower londinese che andò a fuoco nel 2017 con 72 morti.
Inchiesta disastro colposo a carico di ignoti
L'inchiesta, che è nella fase di acquisizione di carte, è stata aperta al momento per disastro colposo a carico di ignoti. È probabile che più avanti gli inquirenti acquisiscano anche documenti della Moro Real Estate dell'immobiliarista Alberto Moro, la società' che ha inglobato quella che ha realizzato il grattacielo.
I Vigili del Fuoco relazione della Polizia
Oggi nuovo sopralluogo degli investigatori del Vigili del fuoco sono entrati nuovamente nell'appartamento., mentre in procura, è arrivata anche la prima relazione della Polizia che è subito intervenuta quel pomeriggio: alcuni agenti hanno portato fuori delle persone salendo fino all'ottavo piano. Il loro intervento è riassunto nella relazione consegnata agli inquirenti. Sul posto restano ancora 2 squadre dei Vigili del Fuoco e ci rimarranno ancora per giorni per mettere in sicurezza quanto rimane del grattacielo di via Antonini. Dal comando provinciale di Milano si spiega che ci sono ancora da ispezionare alcuni appartamenti e finché non saranno ultimate queste operazioni, non si potrà accedere. Attraverso la ricognizione di un drone, tra l'altro, i Vigili del Fuoco hanno verificato che alcuni appartamenti e alcuni balconi si sono salvati in parte dall'incendio. I garage, poi, sono rimasti intatti e sono state recuperate le macchine all'interno.
I condomini
"Vogliamo parlare con il sindaco". È questa la richiesta dei condomini della Torre Dei Moro di Via Antoninicirac 70 famiglie. Qusta mattina le 70 famiglie si sono riunite in una palestra affittata per l'occasione per un'assemblea straordinaria. "Abbiamo composto una commissione di esperti, in cui io mi occuperò della comunicazione - spiega Mirko Berti, uno degli inquilini - per affrontare i tanti problemi che abbiamo". “Va bene la gestione emergenziale, ma abbiamo bisogno di un dialogo con l'amministrazione comunale". "Stiamo affrontando noi tutte le spese e abbiamo bisogno di tutto, da un tetto sopra alla testa a vestiti e pc per lavorare perchè - sottolinea - abbiamo perso tutto”
Solidarietà sui social
Sui social è scattata la solidarietà alle famiglie che hanno perso la loro casa nel rogo nel palazzo di Milano. Sulla pagina Facebook "Sei di Milano se" sono apparsi i primi messaggi di chi vuole dare una mano alle vittime del drammatico incendio. C’è un pò di tutto una ditta di tutto come un ristoratore della zona ha offerto pranzo e cena a coloro che in quella torre hanno perso tutto.