MONDO
Il giallo
Giornalista olandese espulsa dalla Turchia. Accusata di "legami con terrorismo". L'Aja smentisce
La reporter olandese, corrispondente dalla Turchia per il giornale finanziario Het Financieele Dagblad, è stata espulsa e fatta imbarcare dalla polizia su un volo per Amsterdam. Il direttore del giornale, Jan Bonjer, si è detto "profondamente sconvolto" per quanto avvenuto e ha difeso il lavoro svolto "in modo responsabile" dalla cronista
La giornalista olandese Johanna Cornelia Boersma, corrispondente dalla Turchia della rivista di economia, Het Financieele Dagblad, è stata espulsa dopo che le autorità di Ankara dicono di aver "ricevuto un'informativa della polizia olandese secondo cui ha dei legami con Al Nusra, affiliata di Al Qaeda in Siria". Lo ha riferito Fahrettin Altun, capo della comunicazione della presidenza turca. "Gli olandesi ci hanno chiesto informazioni rispetto ai movimenti compiuti dentro e fuori la Turchia", ha detto Altun.
La procura olandese, tuttavia, smentisce: la giornalista non è stata espulsa da Ankara su richiesta dell'Aja e sulla donna non pende alcuna indagine per terrorismo. "Non abbiamo chiesto alla Turchia di consegnarci la Boersma, sulla giornalista non pende alcuna accusa. Poco tempo fa sono loro che ci hanno chiesto informazioni su di lei e altre persone sospette", si legge in un comunicato diffuso dalla Bbc, in cui si specifica che quando è giunta all'aeroporto di Amsterdam, la corrispondente del magazines Het Financieele Dagblad non è stata fermata.
Fahrettin Altun, capo della comunicazione della presidenza turca, aveva spiegato che l'espulsione e' scattata in seguito a un'informativa da parte della polizia olandese, secondo cui la giornalista avrebbe avuto dei legami con il gruppo Jabat Fatah al-Sham (ex Al Nusra), affiliato di Al Qaeda in Siria. "Solo gli olandesi possono spiegare come sono giunti a questa conclusione, non sta a noi mettere in dubbio quanto da loro affermato", ha twittato Altun.
Smentito Altun dalla procura olandese rimane il mistero sui motivi dell'espulsione di Boersma, che aveva ricevuto appena nove giorni fa l'accredito annuale per poter svolgere il lavoro da giornalista in Turchia. La reporter è andata ieri presso gli uffici per l'immigrazione per svolgere le pratiche del permesso di soggiorno ed stata consegnata alla polizia che l'ha fermata e le ha notificato l'ordine di rimpatrio, eseguito oggi, senza che Boersma potesse neanche passare dalla propria abitazione per raccogliere bagagli ed effetti personali.
Il direttore di Het Financieele Dagblad, Jan Bonjer, si è detto "profondamente sconvolto" per quanto avvenuto e ha difeso il lavoro svolto "in modo responsabile" dalla cronista. "Si tratta - ha denunciato - di una palese violazione della libertà di stampa".
Secondo una nota di Het Financieele Dagblad, il giornale economico olandese per cui lavora Boersma, la cronista ritiene che il caso possa essere scaturito da una passata relazione con un cittadino siriano, arrestato nei mesi scorsi in Olanda per supposti legami con il gruppo jihadista.
L'articolo del giornale sulla vicenda è stato rilanciato via Twitter dalla stessa Boersma con l'hashtag #pressfreedom #freeturkeymedia. "E poi all'improvviso sei di nuovo su un aereo per tornare in Olanda", ha twittato stamani la reporter.
Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) alla fine dello scorso anno erano 68 i giornalisti in carcere in Turchia.
La procura olandese, tuttavia, smentisce: la giornalista non è stata espulsa da Ankara su richiesta dell'Aja e sulla donna non pende alcuna indagine per terrorismo. "Non abbiamo chiesto alla Turchia di consegnarci la Boersma, sulla giornalista non pende alcuna accusa. Poco tempo fa sono loro che ci hanno chiesto informazioni su di lei e altre persone sospette", si legge in un comunicato diffuso dalla Bbc, in cui si specifica che quando è giunta all'aeroporto di Amsterdam, la corrispondente del magazines Het Financieele Dagblad non è stata fermata.
Fahrettin Altun, capo della comunicazione della presidenza turca, aveva spiegato che l'espulsione e' scattata in seguito a un'informativa da parte della polizia olandese, secondo cui la giornalista avrebbe avuto dei legami con il gruppo Jabat Fatah al-Sham (ex Al Nusra), affiliato di Al Qaeda in Siria. "Solo gli olandesi possono spiegare come sono giunti a questa conclusione, non sta a noi mettere in dubbio quanto da loro affermato", ha twittato Altun.
Smentito Altun dalla procura olandese rimane il mistero sui motivi dell'espulsione di Boersma, che aveva ricevuto appena nove giorni fa l'accredito annuale per poter svolgere il lavoro da giornalista in Turchia. La reporter è andata ieri presso gli uffici per l'immigrazione per svolgere le pratiche del permesso di soggiorno ed stata consegnata alla polizia che l'ha fermata e le ha notificato l'ordine di rimpatrio, eseguito oggi, senza che Boersma potesse neanche passare dalla propria abitazione per raccogliere bagagli ed effetti personali.
Il direttore di Het Financieele Dagblad, Jan Bonjer, si è detto "profondamente sconvolto" per quanto avvenuto e ha difeso il lavoro svolto "in modo responsabile" dalla cronista. "Si tratta - ha denunciato - di una palese violazione della libertà di stampa".
Secondo una nota di Het Financieele Dagblad, il giornale economico olandese per cui lavora Boersma, la cronista ritiene che il caso possa essere scaturito da una passata relazione con un cittadino siriano, arrestato nei mesi scorsi in Olanda per supposti legami con il gruppo jihadista.
L'articolo del giornale sulla vicenda è stato rilanciato via Twitter dalla stessa Boersma con l'hashtag #pressfreedom #freeturkeymedia. "E poi all'improvviso sei di nuovo su un aereo per tornare in Olanda", ha twittato stamani la reporter.
Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) alla fine dello scorso anno erano 68 i giornalisti in carcere in Turchia.
En dan zit je ineens in het vliegtuig terug naar Nederland. Ongewenst persoon verklaard in Turkije. #pressfreedom #freeturkeymedia https://t.co/xBUdFkhlbs
— Ans Boersma (@AnsBoersma) 17 gennaio 2019