MONDO
Il tribunale di Duisburg archivia il processo
Germania: nessuna condanna per massacro Loveparade
Tra le 21 vittime c’era anche l’italiana Giulia Minola. La decisione dei giudici di archiviare il caso, che sarebbe caduto in prescrizione a luglio, le restrizioni per il covid.
Nessuna condanna: il tribunale di Duisburg ha archiviato il processo sul massacro del Loveparade del 2010, che finì con 21 morti, fra cui l'italiana Giulia Minola. In quella occasione 650 persone rimasero ferite.
Il processo si chiude dunque senza una condanna anche per gli ultimi tre imputati, fra i responsabili della Lovepavent che promuoveva l'evento, accusati di omicidio e lesioni colpose. Ai tre venivano contestati inoltre gravi errori nella programmazione del Loveparade. Per altri 6 dipendenti del Comune di Duisbirg e per un altro dipendente della Lovepavent il processo era stato archiviato oltre un anno fa.
Agli inizi di aprile il Tribunale di Duisburg ha chiesto alla procura l'archiviazione anche per gli ultimi tre imputati, motivando la decisione, fra l'altro, con la circostanza che a causa delle restrizioni per il Coronavirus, non si sarebbe riusciti a chiudere il processo entro i termini della prescrizione che sarebbe scattata a fine luglio. La procura e gli imputati si sono detti d'accordo.
Forte la delusione dei parenti delle vittime, che hanno protestato contro l'archiviazione del processo come le parti civili.
Il Loveparade era una grande festa popolare nata a Berlino nel 1989. Richiamava giovani di tutto il mondo a ballare per strada, e si era tenuto anche in altre città, non solo in Germania. Quello del 24 luglio del 2010 a Duisburg avvene per la prima volta in uno spazio chiuso. L’appuntamento era in una vecchia stazione merci che poteva contenere 250 mila persone. Alla manifestazione se ne presentarono un milione. L’ingresso era un lungo tunnel, che divenne una strada senza uscita. Molti rimasero incastrati e schiacciati da chi cercava una via d’uscita.
Il processo si chiude dunque senza una condanna anche per gli ultimi tre imputati, fra i responsabili della Lovepavent che promuoveva l'evento, accusati di omicidio e lesioni colpose. Ai tre venivano contestati inoltre gravi errori nella programmazione del Loveparade. Per altri 6 dipendenti del Comune di Duisbirg e per un altro dipendente della Lovepavent il processo era stato archiviato oltre un anno fa.
Agli inizi di aprile il Tribunale di Duisburg ha chiesto alla procura l'archiviazione anche per gli ultimi tre imputati, motivando la decisione, fra l'altro, con la circostanza che a causa delle restrizioni per il Coronavirus, non si sarebbe riusciti a chiudere il processo entro i termini della prescrizione che sarebbe scattata a fine luglio. La procura e gli imputati si sono detti d'accordo.
Forte la delusione dei parenti delle vittime, che hanno protestato contro l'archiviazione del processo come le parti civili.
Il Loveparade era una grande festa popolare nata a Berlino nel 1989. Richiamava giovani di tutto il mondo a ballare per strada, e si era tenuto anche in altre città, non solo in Germania. Quello del 24 luglio del 2010 a Duisburg avvene per la prima volta in uno spazio chiuso. L’appuntamento era in una vecchia stazione merci che poteva contenere 250 mila persone. Alla manifestazione se ne presentarono un milione. L’ingresso era un lungo tunnel, che divenne una strada senza uscita. Molti rimasero incastrati e schiacciati da chi cercava una via d’uscita.